LA BELLEZZA SARA’ COMMESTIBILE O NON SARA’

Tutto quello che viene portato a tavola può essere il frutto di una grandiosa arte. Chi rispecchia sicuramente questo concetto è Marie-Antoine Carême (1784-1833) universalmente riconosciuto come l’inventore dell’alta cucina moderna. Appassionato di architettura la considerava l’arte più elevata e ne traeva ispirazione per le sue creazioni da pasticcere, le cosidette “pièces montées”.

I pezzi montati erano sontuose opere fatte con zucchero, marzapane, gomma adragante, mandorlati e diversi tipi di pasta per dolci che nascevano ispirate dai grandi architetti delle epoche passate.

Careme utilizzava lo zucchero come un architetto utilizzava i mattoni e le malte in effetti le sue opere coprivano la storia di questa disciplina, era dunque semplice trovare per esempio piramidi egiziane, templi greci, eremi olandesi o casali italiani.

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Careme si avvicina alla pasticceria in un modo veramente unico. Alexandre Dumas nel suo dizionario di cucina racconta che Antoine fu abbandonato dal padre all’età di dieci anni. Lo portò in una taverna dove a fine cena gli disse: ”Vai, ragazzo mio, stanotte o domani troverai una brava famiglia che ti aprirà le porte della sua casa. Vai con ciò che Dio t’ha dato e con quel poco che ho potuto aggiungere io.” La prima porta alla quale Careme bussò fu quella di un ristorante.

Negli anni a seguire lo chef, ricordando quel momento, rifletteva sul fatto che il fato avrebbe potuto portarlo difronte ad un’altra porta scegliendo per lui un differente futuro e lasciando noi senza uno dei massimi esponenti della gastronomia mondiale.

Piccola curiosità, il classico cappello da chef alla francese che ancora oggi si usa è stato inventato da Careme durante il suo periodo a servizio dal futuro Re Giorgio IV.

 

Mauro | Club Machiavelli

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